Il nuovo orientamento sull’assegno divorzile opera solo con la sentenza definitiva di divorzio

Un assegno divorzile contestato… La Corte d’Appello di L’Aquila, con decreto del 4 ottobre scorso, accoglie il reclamo proposto da una donna avverso il provvedimento urgente adottato dal Tribunale di Chieti, investito della domanda di divorzio avanzata dal marito, ripristinando l’assegno stabilito a suo favore in sede di separazione ed onerando l’ex marito delle spese straordinarie per i figli in ragione del 50%.
In particolare, il decreto presidenziale impugnato aveva eliso l’obbligo dell’ex marito di versare un assegno di mantenimento a favore dell’ex moglie, stabilito in sede di separazione nella misura di 600 euro, oltre alla somma di 500 euro a favore di ciascuno dei due figli conviventi con la madre. Il provvedimento si fondava sulla valutazione della capacità reddituale dei due soggetti, sottolineando la capacità dell’ex moglie – di professione avvocato – di raggiungere la piena indipendenza economica, applicando così l’indirizzo giurisprudenziale inaugurato dalla sentenza n. 11504/17 della Cassazione.

 

L’applicazione del nuovo orientamento. La reclamante lamenta dinanzi alla Corte d’Appello di aver, nei fatti, abbandonato la professione per dedicarsi alla cura dei figli e della casa supportando la carriere del marito. Dopo la separazione aveva intrapreso una sporadica attività di collaborazione presso altri colleghi, mentre l’uomo – anch’esso avvocato – aveva vinto un concorso pubblico ed era proprietario di 3 immobili oltre ad un cospicuo patrimonio mobiliare.
La Corte d’Appello condivide le prospettazioni della donna evidenziando come «nella fase presidenziale il Giudice non è chiamato a formulare un’anticipazione del giudizio relativo alla sussistenza dei requisiti per il riconoscimento dell’assegno di divorzio (che ha altri presupposti, e consegue al mutamento di “status” e quindi alla pronuncia di scioglimento degli effetti del matrimonio». In tale fase processuale infatti il giudice deve solo verificare se nelle more del procedimento si siano verificati fatti nuovi che impongano una modifica delle previsioni assunte in sede di separazione dei coniugi.
Conseguentemente, precisa il decreto, il nuovo indirizzo giurisprudenziale in tema di assegno divorzile «potrà trovare applicazione con la sentenza che dichiara il divorzio, ma non prima».
In conclusione, considerando che i redditi delle parti non hanno subito modifiche apprezzabili, la Corte ritiene che non vi sia motivo di modificare le condizioni della separazione che vengono dunque ripristinate con accoglimento del reclamo.

AVV. CARLO IOPPOLI – CASSAZIONISTA DEL FORO DI ROMA E PRESIDENTE AVVOCATI FAMILIARISTI ITALIANI