Salute peggiorata per l’ex moglie, riconosciuto il suo diritto all’assegno divorzile

Respinte le obiezioni mosse dall’uomo. I Giudici ritengono decisivo il peggioramento dello stato di salute della donna, con connessi effetti sulle sue capacità lavorative.

Condizioni di salute peggiorate per l’ex moglie. Ripercussioni sulle sue potenzialità lavorative. Legittima, di conseguenza, la richiesta di ottenere dal marito l’assegno divorzile, seppur minimo, rivedendo le condizioni fissate all’epoca dello scioglimento del matrimonio (Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 20395/17, depositata il 25 agosto).

Condizione.

Passaggio decisivo è quello in appello, dove i Giudici accolgono la richiesta di «modifica delle condizioni di divorzio» presentata dalla donna e, riformando il decreto emesso dal Tribunale, condannano l’ex marito a versarle «un assegno divorzile di 150 euro mensili».

Decisiva per i Giudici è stata la valutazione dello stato di salute della donna. E questa visione viene ora condivisa dalla Cassazione, laddove viene posta in evidenza «l’esistenza di circostanze sopravvenute giustificanti un diverso assetto economico tra i coniugi divorziati».

Più nello specifico, i magistrati sottolineano «il notevole peggioramento della situazione della donna» che «prima poteva svolgere una qualche saltuaria attività» mentre successivamente «ha visto aggravarsi la propria condizione patologica, pur presente in misura minore anche precedentemente, tanto da rendere indispensabili alcuni ricoveri» e da obbligarla a fare ricorso all’«aiuto costante di terze persone».